I blog e l’attendibilità delle informazioni
January 13, 2006
E’ ancora polemica nel mondo politico sulla rivoluzione in atto compiuta dai blog. Perchè le verità sono scottanti. Perchè i blog stanno già da tempo rimettendo in discussione le figure professionali della vecchia filiera redazionale. Perchè finalmente si è abbassata la soglia all’accesso degli strumenti per la produzione dell’informazione. Con il risultato, secondo gli alti vertici politici, di un modo di fare giornalismo “dilettantesco e fazioso”, come si legge nell’intervento di Garimberti pubblicato oggi sul Venerdì di Repubblica. “Il problema non è se i blog sono un bene o un male….Il problema nasce quando il blog diventa una fonte di informazione e, in taluni casi, l’unica fonte di informazione: non filtrata, non meditata e non verificabile”.
Sembra una dichiarazione forte. In realtà le cose non stanno propriamente così. Il problema delle attendibilità dell’informazione, esiste da sempre. Fin dai tempi del passaggio dal manoscritto al libro stampato, la trasmissione orale delle informazioni ha vissuto un processo di ostracismo da parte delle classi dominanti. La pergamena, strumento simbolo del potere imperiale, veniva letta ad alta voce e nessuno poteva ricontrollare il suo contenuto.
Oggi la Rete ci ha finalmente liberati dai condizionamenti della politica e del potere, imponendo una nuova logica per cui il sapere collettivo, svincolandosi da quello del singolo, tende ad emendarne gli errori. Si assiste ad un processo di continua negoziazione tra la fonte ed il lettore che porta piano piano alla scoperta della verità.
In uno dei suoi autorevoli e lucidi interventi sulla community di Media senza Mediatori, dove la problematica dell’attendibilità delle informazioni in Rete è stata a lungo dibattuta, Michele Mezza, docente di Teorie e tecniche dei nuovi media, presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione di Perugia, ha spiegato così il fenomeno:
“Prima quando le parole diventavano stampa, e poi, filmato Tv, vi era una fase in cui interveniva appunto la mediazione professionale che assicurava il controllo delle fonti. Oggi ogni fonte si media da sè. Dunque muta radicalmente il rapporto fra l’utente e il grado di verità che egli pretende dall’informazione. Non si procede più per selezione alla fonte ma solo per comparazione fra prodotti finali. E’ infatti direttamente l’utente investito della responsabilità di valutare l’attendibilità dell’informazione che riceve. E lo deve fare comparando e analizzando le infinite fonti che sullo stesso argomento si propongono. Sopratutto lo deve fare seguendo la dialettica che direttamente nella rete si anima fra fonti diverse quando viene fatta un’affermazione…E’ la rete stessa che vigila su ognuno di noi, esponendo le affermazioni di tutti al controllo di tutti. Di conseguenza per il giornalista non è più immaginabile che la verità, o meglio l’attendibilità delle fonti, sia definita una volta per tutte, ma tutto è affidato ad un work in progress, un lavoro di progressiva e graduale verifica e comparazione fra le fonti”.
Anche Beppe Grillo, il cui blog è ormai da tempo balzato in testa alla hit parade mondiale, ha ribadito questa posizione: “Se nel mio blog scrivo una cavolata, in mezz’ora sono subissato di smentite, correzioni, perfino insulti”.