Come sarà il Web del futuro?

December 29, 2005

In questa interessante colonna, intitolata ”The Web 2.0 Experience Continuum” Dan Saffer, interaction designer di Adaptive Path, preconizza la ventata di novità che investirà il WWW nell’arco dei prossimi dieci anni: un cambiamento che segnerà l’ingresso nella cosiddetta fase del Web 2.0.. Ma soprattutto, l’autore illustra l’impatto che tale trasformazione avrà a livello di user-experience.

Dan sostiene che lungo un continuum a due estremi, da un lato continueremo ad assistere alla proliferazione di esperienze altamente strutturate, (dette così perchè la loro forma ed il loro contenuto dipendono strettamente dall’opera dei creativi e dei designer): si tratta di websites, blog, siti di comunicazione, motori di ricerca ecc.., che rappresentano l’espressione più radicata e conservatrice del nostro web; nel mezzo di flusso avremo non solo tradizionali tools ed applicazioni desktop come Word processing ed email, ma soprattutto strumenti capaci di dare risonanza alla dimensione collettiva che Internet ha saputo ingenerare: quali communities sociali, aggregatori di dati provenienti da differenti risorse, strumenti per la pubblicazione e la condivisione dei dati da uno a molti, come i blog o Flickr. Questa tipologia di strumenti rientra nella categoria delle esperienze semi-strutturate, in quanto se è specificato il tipo d’esperienza che si può fare con essi, resta però l’utente il vero artefice dei contenuti. Sull’altro estremo dell’asse, infine, si verificherà l’esplosione di nuovi servizi, sul genere dei web services e dei feed aggregator. Si tratta di bits, atomi costituiti da frammenti di contenuti e dati di tipo non-strutturato (XML), in quanto fisicamente non sono memorizzati su alcun supporto, ma risiedono su telefonini o pc personali. L’insieme di questi bit risulterà privo di utilità se essi non potranno essere usati, riutilizzati, adattati e rimescolati. E questo compito spetterà non all’utente bensì alle nuove tecnologie.

Gli strumenti che verranno realizzati per la seconda fase del Web saranno progettati per consentire all’utente di fare più che di navigare. Così i nuovi browser non saranno solo bussole d’orientamento nel World Wide Web, ma strumenti capaci di supportare le azioni più diverse, quali leggere, pubblicare, filtrare, trovare, utilizzare e riutiulizzare contenuti, dati ed esperienze. Flock, il primo ad inaugurare la categoria dei browser sociali, ne è un esempio. Un esempio che mostra come la ventura trasformazione del Web si baserà non tanto sulla naturale evoluzione della tecnologia quanto sull’attribuzione di un nuovo significato d’uso alle nuove tecnologie. La vera forza del Web 2.0 consisterà, infatti, nel permettere all’utente di trarre il massimo vantaggio dal continuum di queste esperienze.

Per questo motivo, spiega ancora Saffer, il visual design e l’interaction design stanno cambiando rotta, tendendo verso una maggiore concentrazione degli strumenti e dei metodi che permetteranno agli utenti di visualizzare e di interagire con i contenuti. Adblock o Greasemonkey di casa Mozilla, i lettori di feed RSS sono già un primo assaggio di questa trasformazione. Ma la vera sfida sarà davvero vinta quando, finalmente, si potrà fare affidamento su strumenti capaci di determinare cosa gli utenti potranno fare, in che modo e con quali conseguenze.

2 Responses to “Come sarà il Web del futuro?”

  1. Britneygrsrv Says:

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  2. carlo Says:

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